Studio Architettura Firenze Architetto Ilenia Girolami Firenze
progetti Pieve di Santa Maria a Dicomano
 
Pieve di Santa Maria a Dicomano

FASI DI STUDIO
Analisi di Massima delle Strutture e dei dissesti, Analisi del Quadro Fessurativo comparato con le analisi Geologiche, Supervisione alle indagini geologiche e georadar, Rilievo con restituzione Materica mediante fotoinserimenti, Analisi delle strutture di fondazione.

INTENTI GENERALI DEL PROGETTO DI RESTAURO
Il progetto di Restauro è il risultato di uno studio d’insieme del Complesso Canonico e della Pieve, di una lettura delle fasi storiche degli edifici, di un’attenta analisi dei fenomeni di degrado presenti, oltre che dell’individuazione delle problematiche di dissesto strutturale. L’intendo generale è stato quello di restaurare il Complesso Canonico secondo i principi del “Restauro Scientifico”, intendendo per tale tipo di intervento quell’insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’edificio, ne consentano la conservazione, valorizzandone i caratteri e rendendone possibile un uso adeguato alle caratteristiche intrinseche. L’intervento nel suo insieme si è proposto di arrivare a restituire al complesso un’identità storica ormai persa in molti tratti; risolvere le problematiche delle numerose superfetazioni presenti a deturpare l’area; consolidare le strutture compromesse. Il fine ultimo è stato quello di restituire il luogo ai suoi naturali fruitori, rendendosi altresì accessibile ai disabili, dove possibile, e tornando ad essere un punto di aggregazione per la comunità parrocchiale. Particolare attenzione è stata posta nello studio dell’area tergale, resede di ingresso alle cantine, allo stato attuale privo di qualsiasi testimonianza storica ed individuato attraverso piani di calpestio parte in terra battuta, parte in cemento. Il progetto degli spazi esterni ha inteso valorizzare la storicità del luogo attraverso l’individuazione dei due piani storici originari del complesso, quello verso il locale situato in adiacenza all’abside della Pieve (antico ingresso della Chiesa, prima che ne forse invertito l’orientamento) e quello dell’ingresso alle cantine. I due piani sono stati collegati tra loro, attraverso delle scale in pietra serena. Il ripensamento di quest’area si è articolato intorno a due punti fondamentali: la creazione di un’area di spazio “accessibile” nella parte tergale del complesso e la definizione di questo spazio con elementi che ne individuassero le origini storiche.

INTERNI
L'intervento di restauro degli interni è consistito in prevalenza nel restauro e sanificazione dei vani del piano seminterrato, versante in condizioni generali di insalubrità per l’elevata presenza di umidità di risalita a parete, oltre che nella rimozione delle numerose micro-superfetazioni qui sovrapposte. L’intento generale del recupero di questi locali è stato quello di restaurare gli ambienti in modo conservativo, oltre che realizzare uno spazio che potesse essere accessibile per persone diversamente abili, grazie al collegamento tra lo spazio interno ed esterno, ed alla realizzazione di idonei sistemi di collegamento tra piani con differenze di quota.

INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO STRUTTURALI
Il progetto di Restauro si è articolato in molteplici aspetti che riguardano il complicato quadro di degrado geologico, strutturale ed architettonico in cui versava nell’insieme il complesso. L’intervento di consolidamento si è articolato nelle seguenti azioni generali: drenaggio delle vene di acqua presenti nell’area, eliminazione delle infiltrazioni di acqua nel sottosuolo, miglioramento della capacità portante delle fondazioni tramite allargamento della base di appoggio sul terreno, trasmissione dei carichi agli strati più profondi, ricuciture delle lesioni più importanti al fine di ricostituire una solidità strutturale ormai persa. Tali interventi hanno consentito di operare riparazioni sia localizzate che in zone più estese, ed arrivare ad una stabilizzazione dei movimenti in atto fino a ristabilire il corretto comportamento strutturale dell’edificio. Il recupero della capacità portante fondale è stato effettuato con una doppia azione: allargamento della base della fondazione per distribuire parte dei carichi su una superficie più ampia, trasmissione di una parte di carico agli strati più profondi mediante la realizzazione di un sistema di micropali opportunamente progettati.

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Dati intervento

Restauro - Pieve di Santa Maria - PAT "Premio Architettura Toscana" 2017 - PROGETTO SELEZIONATO

Dicomano – Fi

2014

Parrocchia di Santa Maria a Dicomano

Project manager, Rilievi, Progettazione Architettonica con Richiesta di Autorizzazione Soprintendenza BAPSAE, Direzione Lavori Architettonica, Progettazione Strutturale, Direzione dei Lavori Strutturale, Coordinamento della Sicurezza, Progettazione di Arredi, Supervisione al Progettazione degli impianti, Pratiche Catastali.